COMPOSIZIONE DEL VETRO

chemistry lab

COMPOSIZIONE DEL VETRO

Se esiste un materiale con maggiori possibilità di applicazione, quello è il vetro.

Il termine vetro, molto vago così come immensamente ampio nel suo concetto, è composto da ossidi di metalli, tra i quali l’ossido di silicio è fondamentale, Silicio per abbreviare.

SILICIO, AMPIE COMBINAZIONI CON I METALLI

Oltre a poter essere utilizzato per diverse applicazioni in combinazione con i metalli, il Silicio indipendentemente da questo, ha una importanza capitale dal momento che occupa il centro di un prisma tetraedrico.

Possiamo dire che Silicio è il formatore della rete, dal momento che intorno ad esso, occupando spazi, appariranno i diversi metalli che compongono quel particolare vetro che scegliamo e che può portare a composizioni molto diverse.

COMPOSIZIONI VETROSE

Ciascuna ha le sue caratteristiche. Così il piombo, l’alluminio, il calcio, il sodio, il boro, il potassio, ecc., possono essere considerati come modificatori della rete, e senza alcun dubbio, ciascuno con un proprio segno distintivo.

Questo segno distintivo può essere il punto di rammollimento, il punto di fusione, la durezza, la fragilità, la resistenza chimica agli alcali, agli acidi, il coefficiente di espansione, ecc.

Penso che poche volte, forse nessuna prima, l’essere umano sia stato in grado di scegliere tra tante varianti e tanti comportamenti diversi di una materia basata su una componente essenziale, nel nostro caso il Silicio.

Ora che conosciamo l’importanza della selezione delle diverse componenti che accompagnano il Silicio e l’importanza della percentuale con cui partecipano, è giunto il momento di affrontare lo studio comparativo di tre diverse composizioni di vetro, tutte utilizzate nei materiali compositi di uso normale, escluso espressamente, quelli di uso aeronautico che naturalmente hanno una loro propria composizione vetrosa.

Confronto di tre Composizioni Vetrose

I tre vetri, E-C-ECR, possono essere trasformati in fibre. Non tutte le composizioni vetrose lo permettono (la viscosità è la cosa essenziale).

Il vetro E è quello che si usa normalmente, il generico, il tradizionale.

Il vetro C è quello che si usa nell’industria chimica. Presenta una resistenza che è molto elevata agli acidi e alcali.

Il vetro ECR è quello più recente ed è stato pensato come possibile sostituto del tradizionale E, ha un buon comportamento chimico e allo stesso tempo meccanico.

L’unione di queste fibre alle resine polimeriche danno come risultato i “compositi”, materiali presenti in tutti i settori industriali e imprescindibili nella nostra vita moderna, dai circuiti stampati passando per gli aerei per terminare con i veicoli spaziali.

COMPOSIZIONE DEL VETRO